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Da Principessa a Regina il passo è stato breve

Di MARIA LUISA GARATTI

Metti di lasciare in un angolo il tuo tacco 13 ed indossare le tue Brooks ed il gioco è fatto.

Tutto è accaduto una mattina di alcuni anni fa quando le mie gambe anzi la mia gamba sinistra era intorpidita; sembrava sotto l’effetto dell’anestesia e dentro di me ero a domandarmi: “ma.. ieri sera non sei uscita a far bagordi e quindi non sei sotto effetto sbornia”.

Da li la diagnosi: sclerosi multipla.

Per un po’ di tempo, anche anni, la principessa era come segregata nel castello, era diventata una zucca che aveva perso la sua magia oltre al suo tacco 13.

Quando ad un certo punto, come nelle favole dove si incontra il principe azzurro, io incontro un preparatore atletico che mi spiega che il movimento fa bene e mi incita a muovermi. Inizio pian piano ad avere dei benefici, inizio a stare bene, inizio a sorridere di nuovo ed inizio ad avere stabilità alla gamba sino ad arrivare ad un giorno di maggio che guardandomi negli occhi mi disse: “ora va e corri perché tu ancora non lo sai ma sei nata per correre”.

Dentro di me ho sentito le note della canzone di Concato: “ tu che sei nata dove c’è sempre il sole e su uno scoglio a maggio è nato un fiore”.

Da quel giorno di maggio (sarà un caso che sia nata a maggio? Nahhhh nulla è a caso) la zucca è ritornata ad avere la sua magia. 

La possiamo chiamare voglia di correre, di sentire il rumore dei passi sull’asfalto. Le prime volte mi sembrava di correre tipo dinosauro, non erano passi erano tonfi,; poi pian piano che trovavo dentro di me la mia sicurezza i passi diventavano più leggeri ed in alcune occasioni mi sembrava di volare (giuro ho le prove … in alcune foto di gare volo). Il respiro dapprima asmatico raggiungeva quella regolarità che va pari pari al tuo passo.

Sono ritornata ad essere Cenerentola che amava alternare il tacco 13 alle sue mitiche Brooks (quante ne ho già consumate), sentendo sempre di più dentro di me la vita che scorreva più serena, sentendo la gamba rispondere e non essere più addormentata.

Fino a quando un giorno ho pensato: “se sono Cenerentola perché non posso diventare una Regina?”

E cosi è accaduto!

Per dimostrare a me stessa che nessuna patologia e quindi nemmeno la sclerosi multipla poteva fermarmi, mi sono preparata per affrontare i 42.195 km e cioè la maratona, la regina delle corse.

Fino ad allora avevo corso alcune 10 km e solo 3 mezze maratone. La gioia e la passione per la corsa ma soprattutto gli stimoli positivi che ne traevo hanno fatto nascere nel mio profondo questa domanda: “Cenerentola puoi fare il salto (naturalmente non quello della quaglia) e diventare Regina! Sappi che non sarà facile. Nella vita niente e facile e le cose più difficili sono sempre le più belle”.

Secondo voi ci ho pensato molto? Macchè, dentro di me bruciava già la fiamma della voglia di provarci e il coraggio non mi mancava.

Era dicembre del 2015 quando ho deciso che avrei corso la mia prima maratona nella mia città Brescia il 13.3.2016.

Ho vissuto quei 42 km in una sorta di film della mia vita; ho ripercorso dentro di me cosa mi era accaduto fino a quel momento: la diagnosi, le iniezioni che ogni giorno dovevo fare perché mi dicevano ti salveranno la vita; la parola magica “sei nata per correre”, il sudore, i tanti km macinati, i tentennamenti e la paura di non farcela, le gioie di superare queste paure così come gli ostacoli e la mia RINASCITA.

I 195 metri li ho fatto volando con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di straordinario per ciò che mi era stato detto: “essendo una malattia degenerativa potresti finire sulla sedia a rotelle”.

La medaglia che mi è stata infilata al collo era per me una sorta di medaglia d’oro olimpica. Mi sono sentita una campionessa.

Pensate che mi sia fermata? Anche no.

La maratona mi è entrata nell’anima tanto che in un anno solare ne ho corse altre 4 tra le quali la Maratona delle Maratone NY e precisamente il 6.11.16, Reggio Emilia il 11.12.2016, il 12.3.17 ho rifatto la maratona che mi ha fatto rinascere cioè Brescia ed il 2.4.17 la Maratona di Milano.

A questo punto posso dire che la corona sta bene sulla mia testolina e da un anno sono diventata una Regina.

Ogni favola ha la sua morale e quindi mi sento di dire “di non smettere mai di rincorrere la Vostra favola qualunque essa sia perché i sogni, se ci credi davvero, si avverano”.

Ho ritrovato la mia scarpetta perduta ed i miei sogni non si fermano. Non si ferma la voglia di macinare chilometri.

Buona vita e soprattutto… buone corse!

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